Come preparare il file per la stampa DTF
La qualità della stampa nasce dal file. Ecco la checklist completa che i service vorrebbero ricevessero tutti i clienti.
Il formato: PNG con sfondo trasparente
Lo standard del settore è il PNG con sfondo trasparente. La trasparenza è fondamentale: tutto ciò che è visibile nel file viene stampato, sfondo compreso. Se invii un logo su fondo bianco, ti arriverà un rettangolo bianco con dentro il logo. Alcuni service accettano anche PDF, TIFF o file vettoriali (SVG, AI, EPS), utili soprattutto per loghi e testi — verifica sempre i formati accettati dal fornitore scelto, come discutiamo nella guida ai migliori servizi di stampa DTF. Il formato JPG è invece da evitare, perché non gestisce la trasparenza e comprime l'immagine perdendo qualità.
Risoluzione e dimensioni: i numeri che contano
Il file va preparato a 300 DPI alla dimensione effettiva di stampa: se la tua grafica sarà stampata a 25 cm di larghezza, il file deve essere costruito a quella dimensione con risoluzione 300 DPI, ossia circa 2950 pixel di larghezza. Un'immagine scaricata dal web a 72 DPI e ingrandita risulterà sgranata: il DTF riproduce fedelmente anche i difetti. Imposta il file alle misure esatte a cui vuoi la stampa (es. 25×20 cm per un fronte t-shirt); i formati più usati sono fronte intero 25-30 cm di base, logo petto 8-10 cm, logo cappellino 6-8 cm, etichetta interna 5-6 cm. Per loghi e grafiche vettoriali il problema della risoluzione non si pone, perché il vettoriale è scalabile senza perdita — meglio farlo vettorializzare (molti service offrono il servizio) che ingrandire forzatamente un file raster piccolo.
Niente specchiatura
Non specchiare il file: alla stampa a specchio sulla pellicola pensa il service. Invia la grafica come deve apparire sul capo.
Colori: cosa aspettarsi
- Lavora preferibilmente in CMYK per una corrispondenza più prevedibile; l'RGB viene convertito e alcuni colori accesi a schermo (verdi acidi, blu elettrici) risulteranno più spenti in stampa — se il colore esatto è critico, chiedi al service un riferimento Pantone o una prova colore
- I neri profondi vanno impostati come nero pieno, non come grigio scurissimo
- Elementi bianchi nella grafica: verranno stampati con l'inchiostro bianco coprente, quindi funzionano anche su capi scuri — ma devono essere davvero bianchi nel file, non trasparenti
Testi e dettagli piccoli
Il DTF ha una definizione eccellente, ma sotto certe soglie fisiche la pellicola non regge: evita testi sotto i 5-6 punti e linee più sottili di 0,5-1 mm, che rischiano di non trasferirsi o di spellicolarsi male. Converti i testi in tracciati se invii PDF, per evitare che un font mancante sui sistemi del service alteri la grafica.
Il canale del bianco: come funziona nel file DTF
Un aspetto che distingue la preparazione dei file per la stampa DTF rispetto ad altre tecniche è la gestione del bianco di sottofondo. Nel DTF, sotto la grafica colorata viene stampato uno strato di inchiostro bianco che la rende coprente anche su capi scuri. Nella maggior parte dei casi questo strato viene generato automaticamente dal software RIP del service partendo dalle zone non trasparenti del tuo file: per questo è fondamentale che lo sfondo sia realmente trasparente (canale alpha) e non bianco. Se consegni un file con sfondo bianco pieno, rischi che venga stampato un rettangolo bianco attorno alla grafica.
Software: cosa usare per preparare il file
Non serve necessariamente un software professionale a pagamento. Per grafiche vettoriali (loghi, testi, illustrazioni geometriche) programmi come Inkscape (gratuito) o Adobe Illustrator restano lo standard, perché permettono di esportare in PNG ad alta risoluzione senza perdita di qualità indipendentemente dalla dimensione finale. Per foto e grafiche fotografiche, GIMP (gratuito) o Adobe Photoshop gestiscono meglio sfumature e dettagli complessi. Anche strumenti online gratuiti per la rimozione dello sfondo possono bastare per progetti semplici, ma vanno sempre controllati a zoom elevato: gli algoritmi automatici lasciano spesso piccoli aloni ai bordi che in stampa diventano visibili.
Errori comuni da evitare in fase di preparazione
- Aloni bianchi o grigi ai bordi: residuo tipico della rimozione automatica dello sfondo. Vanno ripuliti manualmente prima dell'invio, ingrandendo l'immagine per controllare ogni contorno.
- Colori troppo accesi: alcuni verdi acidi e blu elettrici visibili a schermo semplicemente non esistono nella gamma di stampa CMYK.
- File ridimensionato dopo l'esportazione: allargare un PNG già esportato a bassa risoluzione non recupera dettaglio, lo sgrana ulteriormente. Riparti sempre dal file sorgente vettoriale o ad alta risoluzione.
- Testi non convertiti in tracciati nei PDF: se il font usato non è installato sui sistemi del service, il testo può essere sostituito automaticamente con un font diverso, alterando la grafica.
Un esempio pratico: dal file al preventivo
Immaginiamo di dover stampare un logo aziendale 10×10 cm da applicare sul petto di 20 polo. Il flusso corretto è: esportare il logo in PNG con sfondo trasparente, verificare che sia a 300 DPI alla dimensione di 10×10 cm (quindi circa 1180×1180 pixel), controllare che i bianchi nel logo siano effettivamente bianco pieno e non trasparenza, e infine caricarlo nel configuratore del service scelto insieme alle altre grafiche da stampare sulla stessa plancia. Un file preparato così, in genere, non genera richieste di correzione da parte del laboratorio, accorciando i tempi di produzione. E se la stampa poi va applicata, la guida completa è nella nostra pagina come si applica il DTF.
La checklist finale
- ✔ PNG (o PDF, TIFF, file vettoriale) con sfondo trasparente reale, non bianco
- ✔ 300 DPI alla dimensione reale di stampa
- ✔ Misure esatte impostate nel file, non specchiato
- ✔ Colori in CMYK dove possibile
- ✔ Bordi puliti, senza aloni residui dalla rimozione dello sfondo
- ✔ Testi sopra i 5-6 pt, linee sopra 0,5 mm, convertiti in tracciati se PDF
- ✔ Elementi da non stampare eliminati (bozze, guide, watermark)